Fiorello, il mattatore italiano che conquista Londra

Rosario Fiorello
Fiorello a Londra

Basta scrivere il suo nome su un social network o citarlo in una conversazione per strada per attirare l’attenzione degli italiani nel mondo. Fiorello è arrivato a Londra ieri sera con il suo spettacolo “L’ora del Rosario” e ha fatto il botto. La sala del Troxy Theatre ha accolto centinaia di italiani e non solo per l’ultima tappa del tour europeo, dopo Parigi, Bruxelles e Zurigo, a un anno esatto dall’inizio del tour. Lo showman siculo, ma di adozione romana, ha giocato perfettamente le sue carte di artista a tutto tondo facendo dimenticare alla platea, almeno per le due ore di spettacolo, la pioggia londinese. Arrivato il giovedì direttamente da Parigi, Fiorello non nasconde la sua leggera ansia da viaggio: “Ho preso l’Eurostar per venire e sono ancora incredulo che bastino due ore per arrivare a Londra. Certo, quando mi hanno detto che sarei passato sotto la Manica mi sono attaccato alla boccetta di Lexotan e via”.

Ironia sui fatti di cronaca più recenti e non solo, Fiorello riporta in scena il meccanismo delle gag a due di ‘Stasera pago io’, il celebre show del sabato sera, campione di ascolti. La sua spalla oggi è il fantastico maestro Cremonesi, che oltre alla sua abilità di musicista e compositore, è un vegano convinto, offrendo a Fiorello lo spunto per dei riff di battute come sulle corde di una chitarra.

“Adoro il teatro e portare i miei spettacoli tra la gente, perché mi sento più libero”, confessa Rosario durante l’informale conferenza stampa pre-spettacolo “La televisione ha regole che sono giuste ma che sono anche molto limitanti specie per come faccio io comicità. Se facessi in tv la battuta sui vegani mi ritroverei il giorno dopo a dover dare spiegazioni alle associazioni di competenza. Sono troppo pigro questo non fa per me”.

La pigrizia è a quanto pare un tratto caratterizzante, che l’artista stesso non manca di sottolineare nel suo spettacolo, “tutti a chiedermi perché non avessi fatto un tour europeo prima d’ora, la risposta è semplice : perché sono pigro.” Di contro il Rosario nazionale è molto attivo sui social, visto il grandissimo seguito che riceve sulla sua pagina di Twitter, dove migliaia di visualizzazioni lo rendono uno degli artisti italiani più seguiti e amati dal popolo social.

“Ho deciso di fare questo tour fuori dall’Italia proprio per seguire l’invito di tutti i miei follower online”, spiega mostrando orgoglioso i numeri sotto ai suoi post in giro per l’Europa. “Ho molti affezionati, perché i fans per me sono altro, alcuni di loro sono emigrati dall’Italia e hanno sempre commentato i post degli spettacoli richiedendo una tappa anche nelle loro città”.

La gente chiama, Fiorello risponde. “Mi sono detto che ormai a 55 anni era tempo di uscire dai confini nazionali, e se non lo avessi fatto ora, quando?” L’età è un altro elemento portante del suo spettacolo, in apertura ironizza sull’età e sulla sua prestanza fisica, “guardate tutti questi capelli, ormai non li lavo più con il balsamo ma direttamente con l’ammorbidente”. Ma soprattutto è il contatto diretto vero, improvvisato, con il pubblico, il grande punto di forza di Fiorello, nato tra i villaggi turistici di mezza Italia e diventato uno dei più amati showman italiani. “Mi piace stare tra la gente, ogni mio spettacolo è diverso perché arrivo sempre un giorno prima e giro per la città alla scoperta di chi ci vive. Raccogliamo materiale video che poi diventa spunto per lo spettacolo e un video di chiusura come i titoli di coda”.

Immancabile quindi ieri sera il mini video di Rosario turista per le vie di Londra, tra italiane che lo abbracciano e baciano (come ai tempi di ‘Karaoke’) e italiani che lo “rincorrono” per la città seguendo i suoi spostamenti dai post sui social. Le due ore di spettacolo corrono veloci e intense, tra battute, imitazioni di cantanti famosi, duetti eccezionali con Mina e Tony Renis da Las Vegas, frecciatine al vetriolo e un impensabile versione dell’Inno di Mameli rap. Perché se ti chiami Fiorello e hai superato i 50, puoi cantare l’inno nazionale anche così.

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